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La rivoluzione del Cloud Computing

Nel 1963, con un sovvenzionamento iniziale di 2 milioni di Dollari da un trasferimento dal DARPA (Defense Advanced Research Projects Agency), ebbe inizio al MIT il Progetto MAC (Multiple Access Computer), il cui scopo era quello di creare “un computer utilizzabile da due o più persone contemporaneamente”. Fu così che uno di quei computer giganti che utilizzavano bobine di nastro magnetico per la memoria è diventato il precursore di ciò che oggi è comunemente conosciuto come Cloud Computing.

Il Cloud Computing è un termine molto generico che descrive l’uso del computing off-site. Si tratta della più recente fase nell’evoluzione dell’Information Technology, in cui tutte le principali componenti del computing – hardware, software, archiviazione, dati, informazioni ed expertise – sono astratte come servizi scalabili e rese disponibili a livello globale on-demand da strutture pubbliche “multitenant” o da strutture private di singoli clienti, tipicamente attraverso qualche forma di sottoscrizione o modelli di costo pay-per-use.

Il Cloud computing è un vero e proprio catalizzatore della trasformazione digitale, che ha portato alle piccole aziende quei vantaggi di cui un tempo potevano beneficiare solo le grandi corporation. In tal senso, ci piace definire il Cloud Computing come una forza democratizzante, che consente a milioni di piccoli team sparsi nel mondo di operare come aziende moderne, in grado di promuovere, vendere e offrire servizi a livello globale. In passato, tutto questo era praticamente impossibile. Al contrario, oggigiorno ogni business nel mondo è un business tecnologico e più del 70% delle aziende utilizza o pianifica di utilizzare il Cloud Computing sotto forma di SaaS (Software as a  Service). Di conseguenza, fogli di lavoro e di calcolo conservati in locale o documenti archiviati negli hard drive dei singoli componenti di un team, e dunque non accessibili agli altri membri dell’organizzazione, sono ormai diventati un fenomeno del passato.

Inoltre nel Cloud gli aggiornamenti sono automatici, i costi operativi sono molto più contenuti, la scalabilità è incrementata, gli impiegati possono accedere al proprio lavoro in qualunque momento e da ogni luogo, lo spazio a disposizione per l’archiviazione dei dati è molto più ampio e la sicurezza garantita ai massimi livelli. Oltre a questi vantaggi, non va trascurato anche un altro beneficio che il Cloud Computing offre, ovvero quello di superare la relazione tradizionale tra dispositivi fisici e contenuto. Ed un tale concetto diventerà ancora più importante man mano che sempre più organizzazioni avranno bisogno di rendere i propri siti web e i propri sistemi accessibili attraverso le tecnologie mobili.

In una parola, il più grande driver di crescita del Cloud è rappresentato da un miglioramento delle attività per l’IT e per gli utilizzatori e dai vantaggi che esso offre al business in quanto tale: riduzione dei costi e della complessità, flessibilità e affidabilità.